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Subito dopo la prima fase relativa agli aiuti internazionali orientati al contenimento delle radiazioni e agli interventi sanitari per le popolazioni colpite dallo scoppio del reattore, le primarie necessità furono quelle di organizzare dei convogli umanitari consegnando direttamente generi alimentari, vestiario, medicinali e beni di prima necessità. Con l’aiuto di contatti presso le Amministrazioni locali e grazie al lavoro organizzativo di don Andrei, parroco di Lepel, è stato possibile effettuare le consegne di quando richiesto direttamente dai nostri volontari nelle mani delle famiglie che necessitavano di tali aiuti. Questa forma di aiuto continua ancor oggi a distanza di molti anni; le richieste sono differenti essendo cambiate le priorità. Oggi la richiesta di derrate alimentari e vestiario sono meno pressanti e nonostante si continui a inviare prodotti di prima necessità come la pasta, all’Associazione arrivano richieste di beni di più lunga durata come letti ortopedici, carrozzine, attrezzature per effettuare lavori di ristrutturazione.

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CONVOGLI UMANITARI

 

L’aspetto che forse più ha caratterizzato gli statuti di tutte le associazioni umanitarie nate dopo lo scoppio del reattore di Chernobyl è sicuramente quello dell’accoglienza di bambini presso famiglie. Anche la nostra Associazione si è impegnata per anni all’accoglienza di bambini che, ospitati per uno o due mesi nel corso dell’estate, potevano usufruire di buon cibo, buona aria, controlli medici, calore familiare. Parecchi studi scientifici hanno confermato come anche solo un breve periodo di permanenza in una località lontana dai territori colpiti direttamente dalle radiazioni portava giovamento alle condizioni generali degli ospiti.

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ACCOGLIENZA IN FAMIGLIE

 

Il passare degli anni, la crisi economica che ha colpito anche le nostre famiglie, la consapevolezza che non sempre le organizzazioni presenti in Bielorussia e Ucraina assegnavano ai più bisognosi i visti per i periodi di permanenza presso le nostre famiglie, hanno portato a scelte forse più limitate dal punto di vista numerico ma, tenendo fede al nostro motto ( è meglio accendere una piccola candela che maledire l’oscurità), l’Associazione ha deciso, con l’aiuto dei contatti diretti presso i villaggi della Bielorussia, di organizzare una forma di accoglienza differente basata sul principio che bambini o ragazzi veramente bisognosi sarebbero stati ospiti di una struttura (le scuole elementari di Campocroce di Mirano) appositamente adibita dall’Associazione presso la quale gli ospiti avrebbero potuto pernottare, usufruire di pasti e presso la quale si sarebbero svolte attività didattiche, ludiche e quando possibile di controllo medico/sanitario.

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ACCOGLIENZA PRESSO STRUTTURE

 

L’onda lunga dei danni provocati dall’esplosione del reattore si è fatta sentire con le patologie mediche con le quali nascevano i bambini. Con il passare degli anni si è fatta sempre più pressante la richiesta di cure in relazione a malattie congenite, di conferme di esami clinici presso le nostre strutture, di interventi veri e propri. E’ così che si è sviluppata nell’Associazione un ulteriore necessità e volontà di dare un contributo; con l’aiuto della Regione Veneto, di medici che hanno spesso messo a disposizione la loro conoscenza e opera, siamo riusciti a dare il via ad alcuni progetti sanitari a favore di bambini con gravi problemi. Quest’ultima forma di aiuto ha dato così buoni risultati in termini di consapevolezza e partecipazione dei nostri soci che l’Associazione si è spinta anche al di fuori dei confini della Bielorussia e dell’Ucraina, attivandosi anche nei confronti di bambini che non erano stati direttamente coinvolti dalle radiazioni dell’esplosione di Chernobyl, ma che ci venivano segnalati da missionari che stavano prestando la loro opera in paesi e villaggi del mondo.

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PROGETTI SANITARI

 

Con il nostro piccolo contributo possiamo dire di essere riusciti a rendere un pò più felici alcuni bambini; attraverso le attività dell’Associazione, i contributi delle Amministrazioni e quelle dei volontari speriamo di poter continuare a rendere un pò migliore la vita di chiunque oggi abbia perso la speranza, nelle lontane terre colpite dall’immane catastrofe nucleare, come nei più vicini distretti del nostro territorio dove le difficoltà dell’attuale congiuntura economica ha colpito e dove l’attività dell’Associazione non può voltarsi dall’altra parte.

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ATTIVITA’ DI RACCOLTA FONDI

 

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PACCHI FAMIGLIA

 

 

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